Altroconsumo: i cellulari sono ancora eco-incompatibili

L’associazione dei consumatori Altroconsumo ha analizzato 19 modelli al fine di valutarne la presenza di sostanze nocive, il consumo di energia e la possibilità di essere riciclati.

Dai risultati dello studio è evidente che molte aziende del settore non considerano il rispetto dell’ambiente un elemento irrinunciabile dei loro prodotti.

Valutare l’eco-compatibilità di un apparecchio significa, innanzitutto, verificare la presenza di sostanze nocive contenute al suo interno. A tal scopo, in laboratorio i cellulari sono stati sottoposti ad uno screening completo che prevede svariate analisi chimiche.

Per costruire un telefonino di 100 grammi occorrono ben 30 chilogrammi di materiali, molti dei quali sono risultati tossici e dannosi per l’ambiente.

bananaphone

via Flickr CC

Si pensi che, solo in Italia, ne vengono venduti 17 milioni ogni anno.

La sfrenata corsa al modello più in voga del momento, però, fa sì che tantissimi apparecchi, dopo una vita media di 18 mesi, divengano rifiuti da smaltire, peraltro difficilmente riciclabili.

Per poter riciclare le varie parti di un cellulare queste dovrebbero essere, per prima cosa, facilmente smontabili (cioè tenute insieme ad incastro e non per mezzo di colla o viti); condizione che, purtroppo, si verifica solo nel 50% dei casi.

Pannolini superinquinanti

Per produrli si utilizzano sostanze nocive e si distruggono preziose foreste. Inoltre necessitano di tempi di smaltimento lunghissimi, circa 500 anni.

Ogni giorno in Italia ne vengono utilizzati sei milioni, il 10% di tutti i rifiuti urbani. Ogni bambino italiano utilizza, nei primi tre anni di vita, circa 4500 pannolini.

Pannolini stesi - Flickr CC

Pannolini stesi - Flickr CC

Una delle soluzioni individuate è quella di utilizzare pannolini a basso impatto ambientale.

I pannolini usa e getta ecologici non sono trattati chimicamente e sono prodotti senza utilizzare resine sintetiche con materiali quali Mater bi o in Pla, un prodotto costituito dagli zuccheri degli amidi vegetali. Sono anallergici e sono reperibili in commercio in tutte le misure a prezzi simili ai pannolini “normali” , anche se sono ancora poche le aziende che li producono.

Il problema e’ che la diffusione dei pannolini ecologici nei normali supermercati per ora e’ abbastanza limitata. Il luogo piu’ semplice per trovarli e’ internet, semplicemente digitando la parola ‘pannolini ecologici’, sui motori di ricerca. Un’altra soluzione sono i pannolini lavabili che consentono un risparmio iniziale molto elevato che, compresi i costi del lavaggio arriva fino al 50 per cento. Ne esistono differenti tipologie, suddivise soprattutto in base all´eta’ del bambino.

[via Adnkronos]

Un miliardo di persone senza acqua

Acqua

African boy - Photo by Obi-Akpere via Flickr

Circa un miliardo di persone nel mondo non ha acqua potabile e circa 2,5 miliardi non possiede i servizi sanitari, mentre solo il 16% usufruisce di acqua in casa, mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove e’ scarsa o di qualita’ scadente. Inoltre 8 milioni di persone, per lo piu’ bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acque. Per ritornare su questi problemi e sulla gestione delle risorse idriche, per tre giorni, dal 27 al 30 maggio, Bari diventera’ il punto di riferimento per chiunque si occupi di acqua nel mondo.

Le cause della crisi ecologica

Una delle cause principali della crisi ecologica sta nel fatto che noi in primo luogo non sappiamo ciò che facciamo, e in secondo luogo quando ci vengono rese note le conseguenze del nostro agire non disponiamo di un meccanismo che ci induca a modificarlo.

V.Hosle

Detrazioni del 55%

La legge n.296 del 27 dicembre 2006 ha introdotto una specifica detrazione, pari al 55% delle spese documentate sostenute per:

interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, per un massimo di 100.000 euro di sgravio; gli immobili interessati sono quelli aventi un certo fabbisogno annuo di energia primaria (per la climatizzazione invernale), i cui valori sono forniti in una tabella, in base alla zona climatica e alla forma dell’edificio;

opere su edifici esistenti, parti di essi o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali (coperture e pavimenti) e finestre comprensive di infissi, a condizione che siano rispettati specifici requisiti di trasmittanza termica U; il valore massimo fissato per l’incentivo è di 60.000 euro;

interventi di installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda rivolta ad usi domestici, industriali e per strutture sportive, case di ricovero e istituti scolastici, fino a 60.000 euro di detrazione;

sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, per un valore massimo degli sgravi di 30.000 euro.

L’incentivo fiscale viene calcolato sul costo effettivo sostenuto, al netto di eventuali sconti di cui l’utente possa aver usufruito.

Il concetto di ambiente

Cominciavo a rendermi conto che “ambiente” non è solo l’insieme di acqua, aria, terra; che non si può considerare l’uomo nel suo rapporto con la natura se non lo si considera anche nel suo rapporto con gli altri uomini, e nel suo rapporto con gli oggetti che fabbrica o con le piante che coltiva.

Laura Centemeri

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